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Normative caldaie

ARTICOLI 2013-2014 CON LE PRINCIPALI NOTIZIE SU IMPIANTI DI RISCALDAMENTO, CALDAIE, APPARECCHI PER RISCALDAMENTO E PRODUZIONE ACQUA CALDA SANITARIA

Sia la sostituzione di una caldaia che l'installazione di un nuovo impianto di riscaldamento richiedono ben precise valutazioni tecnico normative. E' bene pertanto affidarsi ad una ditta abilitata ex D.M. 37/08, come la MG Impianti di Marino Gaetano di Roma che, grazie alla propria esperienza specifica nel settore dell'impiantistica, sia in grado di suggerire le soluzioni più appropriate, in base a: normativa di riferimento, sicurezza, eco-compatibilità, risparmio energetico, rendimento, caratteristiche climatiche, orientamento geografico dell'edificio, ambiente (residenziale o professionale), nonché esigenze e fabbisogno energetico dell'utente ed, infine, nel caso della sostituzione, corretta integrazione con l'impianto preesistente.

Rivolgiti a noi per sostituzione caldaia / scaldabagno / boiler oppure per realizzazione o revisione e messa a norma del tuo sistema di climatizzazione invernale. Ottieni maggiore comfort, efficienza e risparmio energetico! Pensiamo noi a fornitura installazione montaggio di una nuova caldaia o scaldabagno domestico o alla sostituzione dell'impianto di climatizzazione invernale per abitazione, condominio, ufficio, azienda.

Trattiamo i migliori marchi e solo prodotti conformi alle direttive di legge ed in garanzia con la casa produttrice. Forniamo anche le caldaie con caratteristiche per detrazioni fiscali (Ecobonus). Sia per la nuova installazione, sia per la sostituzione o riparazione, ti forniamo sopralluogo, spiegazione della tipologia di intervento da effettuare e preventivo, al costo del diritto di chiamata (su Roma città, Euro 40 + IVA). Ma se poi deciderai di effettuare con noi l'intervento di installazione, riparazione o sostituzione, l'importo del diritto di chiamata già versato ti verrà detratto dal costo finale. Ti garantiamo chiarezza, qualità della nuova caldaia, in garanzia della casa produttrice, convenienza e rispetto delle normative vigenti.

Con una caldaia più efficiente guadagni in comfort e sicurezza e risparmi sulla bolletta!

Obbligo di controllo della caldaia

Sottoporre la caldaia a regolari controlli, almeno una volta l'anno, riduce considerevolmente il rischio di guasti improvvisi.Uno degli obblighi previsti dalla legge a carico del responsabile di un impianto termico è quello di provvedere alla relativa manutenzione ed al controllo a mezzo di ditte abilitate ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37. La manutenzione dev'essere eseguita conformemente alle prescrizioni e secondo la periodicita' contenute nelle istruzioni tecniche per l'uso e la manutenzione, rese disponibili dall'impresa installatrice o, in subordine, o in via ulteriormente subordinata, secondo le prescrizioni e secondo la periodicita' prevista dalle normative UNI e CEI.
Gli installatori ed i manutentori degli impianti termici abilitati ai sensi del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37 devono secondo le rispettive responsabilità dichiarare per iscritto al committente: 1) operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l'impianto da loro installato o manutenuto al fine di garantire la sicurezza di persone e cose; 2) frequenza necessaria per operazioni di controllo e manutenzione.

Gli impianti termici per la climatizzazione o produzione di acqua calda sanitaria devono essere dotati di un "Libretto di impianto per la climatizzazione". Il libretto di impianto, in ipotesi di trasferimento dell'immobile, dev'essere consegnato all'avente causa completo di aggiornamenti e dei relativi allegati. Il nostro contratto di manutenzione a soli Euro 110 annui + iva ti garantisce non solo due interventi di manutenzione ordinaria ma anche una chiamata di emergenza: provvedi ora a far eseguire la revisione e manutenzione del tuo impianto.

Certificato conformità impianto - Dichiarazione di rispondenza

La certificazione di conformità di un impianto è il documento rilasciato dall'installatore, attestante la presenza di tutti i requisiti di legge. Il D.M. 37/08 ne prevede l'obbligatorietà, per garantire la sicurezza ed incolumità pubblica e per prevenire gli eventuali incidenti che impianti non a norma potrebbero cagionare. L'installatore quindi consegna al committente l'impianto, di qualsiasi tipologia esso sia (elettrico, del gas, idro-sanitario, di riscaldamento, condizionamento e climatizzazione, di protezione antincendio, ecc.) completo del relativo certificato di conformità. Tale obbligo sussiste sia in caso di installazione di un impianto nuovo sia in ipotesi del suo totale rifacimento. Per gli impianti realizzati prima dell'entrata in vigore della legge o per i casi in cui la dichiarazione di conformità sia andata smarrita, il D.M. 37/08 prevede che possa essere rilasciata da ditta abilitata la c.d. "dichiarazione di rispondenza". Il certificato di conformità è predisposto secondo il modello pubblicato in allegato al D. M. 37/08, mentre, per la dichiarazione di rispondenza non esiste un modulo standard. L'installatore dovrà redigere una relazione tecnica che attesti l'esecuzione dell'impianto a regola d'arte.La dichiarazione di conformità dell'impianto deve obbligatoriamente contenere determinati elementi, che sono indicati nel modello approvato dal Ministero del Lavoro: tipo d'impianto, dati responsabile tecnico, committente, proprietario immobile, ubicazione impianto, materiali impiegati, rispondenza alle norme vigenti.Il certificato di conformità deve contenere a pena di nullità: progetto o schema d'impianto, elenco materiali, iscrizione Camera di Commercio. Il certificato di conformità serve per attestare che l'impianto è a norma. Vi sono ulteriori fini per cui esso è indispensabile, ovvero è necessario in caso di: a) presentazione di richiesta del certificato di agibilità di un immobile; b) richiesta di nulla osta sanitario per le attività commerciali; c) richiesta di Certificato Prevenzione Incendi; d) compravendita di un immobile o trasferimento, a qualsiasi titolo. In quest'ultimo caso, se manca, dev'esserne fatta menzione nell'atto, con impegno dell'acquirente a provvedere a sue spese a far adeguare l'impianto alle norme vigenti. Anche ai fini di locazione e comodato è obbligatoria la consegna del certificato di conformità anche se è prevista la facoltà per le parti di derogare di comune accordo a tale obbligo.Per il mancato rilascio del certificato da parte dell'impresa installatrice sono previste sanzioni amministrative che vanno da 1.000 a 10.000 Euro. Ti occorre il certificato di conformità impianto di riscaldamento, produzione acqua sanitaria, climatizzazione? MG Impianti di Marino Gaetano è una ditta abilitata al relativo rilascio. Se ti serve un preventivo o sopralluogo.

Gli impianti termici per la climatizzazione o produzione di acqua calda sanitaria devono essere dotati di un "Libretto di impianto per la climatizzazione". Il libretto di impianto, in ipotesi di trasferimento dell'immobile, dev'essere consegnato all'avente causa completo di aggiornamenti e dei relativi allegati. Il nostro contratto di manutenzione a soli Euro 110 annui + iva ti garantisce non solo due interventi di manutenzione ordinaria ma anche una chiamata di emergenza: provvedi ora a far eseguire la revisione e manutenzione del tuo impianto.

Quadro normativo

Vediamo il quadro normativo di riferimento in tema di impianti termici. L. 10/91, Norme di attuazione del piano energetico nazionale (uso nazionale dell'energia, risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili di energia); D.M. 192/05, Attuazione della Direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia; D.M. 311/06, Disposizioni correttive e integrative al D.lgs 192/05 di attuazione della Direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell'edilizia; D.P.R. 59/2009, Regolamento di attuazione art. 4, co. 1, lettere a) e b) D.lgs 192/05; D.M. 37/08 per la realizzazione a regola d'arte degli impianti tecnologici; norme UNI-CIG 7129/08 per la realizzazione degli impianti a gas ad uso civile di potenzialità fino a 35 kW. Ed infine la recente L. 90/13 di conversione, con modificazioni, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63 "Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale".

Scarico a tetto e scarico a parete

E' interessante notare come, proprio in virtù delle nuove regole tecniche approvate dalla L. 90/13, sia ora preclusa l'installazione di nuovi impianti autonomi di riscaldamento e condizionamento con scarico a parete (NB. Gli scaldabagni unifamiliari non rientrano tra gli "impianti termici"). Per i prodotti della combustione è diventato necessario lo sbocco sopra il tetto. Questa disposizione interviene per porre fine ad una disputa frequente nei condomini. Ed infatti, da una parte, ogni condomino ha diritto a staccarsi dall'impianto termico centralizzato (purché ciò non comporti notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini e comunque rimanendo obbligato a concorrere alla manutenzione straordinaria, conservazione e messa a norma dell'impianto centralizzato). Dall'altra, lo scarico a parete dei prodotti della combustione, obbliga i condomini del piano superiore a respirare i fumi di quelli sottostanti. Ora, lo scarico a parete (senza dover arrivare sul tetto) rimane consentito solo agli impianti termici esistenti alla data del 31 agosto 2013 ed a condizione che si tratti di generatori a condensazione della classe più efficiente e meno inquinante. Per tutti gli altri impianti costituiti dal 1 settembre 2013 in poi è obbligatorio il c.d. "scarico a tetto". È possibile derogare solo nei seguenti casi: - riqualificazione energetica dell'impianto termico, sostituzione di generatori di calore individuali installati antecedentemente con scarico a parete o in canna collettiva ramificata, della quale deve essere verificata la sicurezza e l'efficienza (le canne fumarie collettive ramificate venivano solitamente realizzate negli anni passati per gli edifici in costruzione con utilizzo di elementi prefabbricati); - adempimento incompatibile con norme nazionali, regionali o comunali di tutela degli edifici (il che si verifica spesso per edifici presenti nei centri storici, per i quali la legge prevede interventi di tipo conservativo); - impossibilità accertata ed asseverata da un tecnico di realizzare lo sbocco sopra il colmo del tetto. Il distacco, quindi, oltre a comportare spesso problemi di gestione nei rapporti con l'Amministratore e gli altri Condomini (in quanto, come si è accennato, persiste comunque l'obbligo di alcune spese da parte del Condomino in relazione alla manutenzione straordinaria e tenuta a norma dell'impianto centralizzato), potrebbe rivelarsi anche impossibile o comunque più costoso che in passato. Questo proprio a causa della necessità di utilizzare lo scarico a tetto, che interessa tutti coloro che hanno un'abitazione sovrastante la propria. Può essere necessario installare un ponteggio o intervenire con un'autoscala con "cestello" per realizzare quanto richiesto dalla nuova normativa, con tutti i conseguenti costi aggiuntivi. Una ulteriore possibilità di deroga all'obbligo di scarico a tetto è prevista nel caso di installazione di apparecchi a condensazione appartenenti alla classe meno inquinante, ad alta efficienza energetica prevista dalla norma tecnica EN 297 e/o UNI EN 483 e/o UNI EN 15502 in quanto a bassa produzione di monossidi e biossidi di azoto; il tutto, purché purché si rispetti il posiziona

Accorgimenti necessari per l'installazione di una caldaia a condensazione

MG Impianti usa effettuare il lavaggio chimico dell'impianto in preparazione all'installazione della nuova caldaia a condensazione. Ciò affinché la nuova caldaia produca gli effetti di risparmio energetico e durata nel tempo che l'utente si aspetta. Infatti, l'acqua che circola all'interno dell'impianto presenta scorie ed impurità che altrimenti andrebbero a danneggiare in breve tempo le componenti della caldaia a condensazione, producendo inaspettati guasti. APE - Attestato di prestazione energetica

Documento necessario per accedere a ecobonus oltre che per trasferimento e locazione immobili

Per accedere alle detrazioni fiscali del 65% riguardanti la riqualificazione energetica e le ristrutturazioni edilizie è necessario presentare l'APE, ovvero l'attestato di prestazione energetica. L'attestato di prestazione energetica dell'edificio è il documento rilasciato da esperti qualificati e indipendenti che attesta la prestazione energetica di un edificio attraverso l'utilizzo di specifici descrittori e fornisce raccomandazioni per il miglioramento dell'efficienza energetica. Secondo quanto previsto dal nuovo comma 3 bis dell'art. 6, D.Lgs n. 192/2005, l''attestato di prestazione energetica dev'essere allegato al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione, pena la nullita' degli stessi contratti. Se hai dubbi

Canna fumaria: non occorre l'autorizzazione condominiale

Con sentenza n. 1985/2013, il TAR Campania si è pronunciato riguardo la realizzazione di canna fumaria sulla parete esterna di un condominio, stabilendo che a tal fine non è necessaria l'autorizzazione condominiale. Il Tar ha ricondotto l'intervento all'articolo 1102 del codice civile (art. 1102 - Uso della cosa comune "Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto . A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa. Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso"), in virtù del quale è possibile procedere alla realizzazione della canna fumaria senza che venga dato il consenso dall'assemblea condominiale purché la realizzazione stessa non precluda agli altri condomini l'uso del bene comune. Ciò significa che non è possibile subordinare al possesso dell'autorizzazione condominiale il rilascio dell'autorizzazione edilizia per la realizzazione di tale opera, anche perché il Comune non ha l'obbligo di verificare che vi siano dei limiti a livello di codice civile in tal senso. Il Comune, però, può procedere ad una verifica sul proprietario affinchè accerti la sua legittimità alla realizzazione dell'opera, ossia che l'opera stessa non arrechi nocumento al godimento del bene comune per gli altri condomini. Chi è il "Terzo Responsabile" dell'impianto termico condominiale? Quale ruolo ha? Il DPR 74/2013 in materia di impianti termici e di produzione acqua calda sanitaria ha modificato il ruolo del "Terzo Responsabile". Questi i punti salienti: 1. Il responsabile dell'impianto termico del Condominio è di norma l'Amministratore, al quale sono affidati esercizio, conduzione, controllo e manutenzione dell'impianto; spetta altresì all'Amministratore curare che l'impianto rispetti le disposizioni di legge in materia di efficienza energetica. Detto ciò, l'Assemblea condominiale può, mediante apposito atto scritto, affidare i suddetti obblighi a persona fisica o giuridica in qualità di "Terzo responsabile". 2. La delega al "Terzo responsabile" NON può essere rilasciata se l'impianto non è a norma, SALVO che nell'atto di delega sia espressamente conferito al terzo l'incarico di provvedere all'adeguamento. 3. Si segnala anche l'obbligo di certificazione ISO 9001 o di SOA per il terzo responsabile di impianti con potenza superiore ai 350 kW. 4. A seguito dell'affidamento dell'incarico al "Terzo responsabile", qualora l'impianto divenga non conforme, quest'ultimo dovrà comunicare tempestivamente la cosa in forma scritta all'Amministratore. Quest'ultimo dovrà convocare subito l'assemblea per autorizzare, tramite delibera, l'effettuazione degli interventi necessari alla messa a norma, con individuazione della relativa copertura economica. La delibera assembleare dovrà essere votata entro 10 giorni dalla comunicazione effettuata dal Terzo responsabile all'Amministratore. In difetto, la delega al Terzo responsabile decadrà e responsabilità dell'impianto tornerà in capo all'Amministratore; il terzo avrà l'onere di informare immediatamente l'Ente preposto ai controlli circa la decadenza ed i motivi che l'hanno determinata. Al riguardo, si osserva infatti la previsione da parte del DPR 74/13 anche dell'obbligo del terzo delegato di comunicazione a Regione o Provincia autonoma (o organismi eventualmente delegati) degli incarichi ricevuti o delle eventuali revoche o decadenze di quelli in essere.

Ripartizione spese impianto riscaldamento tra inquilino e proprietario

Per motivi di sicurezza ed in virtù delle prescrizioni di legge, il responsabile dell'impianto termico deve provvedere alla relativa manutenzione ordinaria. In questo caso, così come nell'ipotesi di un guasto, come si dividono le spese tra inquilino / conduttore dell'immobile e proprietario / locatore? Ebbene, si segue il criterio generale dettato dall'art. 1576 Codice Civile ("Il locatore deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore"), per cui: - spettano al proprietario / locatore le spese di manutenzione straordinaria (ad esempio: messa a norma o sostituzione della caldaia o degli impianti oppure riparazione straordinaria); - competono invece all'inquilino / conduttore le spese di manutenzione ordinaria necessarie per il mantenimento in buono stato della caldaia, oltre naturalmente alle spese relative ai consumi. Inoltre, alla luce di quanto previsto dal successivo art. 1577 c.c., in ipotesi di necessità di riparazioni che siano a carico del locatore (proprietario), il conduttore (inquilino) è tenuto a darne avviso al locatore. E, se si tratta di riparazioni urgenti, il conduttore può eseguirle direttamente, salvo rimborso, purché ne dia contemporaneamente avviso al locatore. In ipotesi di contestazioni sul rimborso, sarà necessario per l'inquilino provare di aver dato regolarmente avviso al proprietario prima di procedere alla riparazione urgente. Pertanto, si potrà provvedere a tale avviso con raccomandata A/R (o a mezzo PEC).

Responsabilità proprietario per incidenti subiti dagli affittuari a causa di malfunzionamento caldaia, anche prima della stipula del contratto di locazione

Per incidenti verificatisi a causa di un guasto o malfunzionamento della caldaia è tenuto a rispondere il proprietario dell'immobile nei confronti di coloro ai quali abbia dato in disponibilità l'immobile, anche prima della stipula del contratto di locazione. Ciò in quanto il proprietario assume una posizione di garanzia sulla sicurezza dell'immobile, sin dal momento in cui mette l'immobile stesso nella disponibilità del futuro conduttore, a prescindere dall'avvenuta stipula del contratto di locazione, come risulta dalla sentenza della Corte di Cassazione del 15 gennaio 2014, n. 1508.

Ecobonus - Detrazioni fiscali 65% per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti

Per gli interventi di "riqualificazione energetica" di edifici già esistenti effettuati dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014, spetta una detrazione del 65%. La detrazione del 65% spetta solo per le spese sostenute e rimaste a carico del contribuente, mentre NON spetta se le spese non sono rimaste a carico del contribuente, come ad esempio nel caso di interventi incentivati dal Comune. La percentuale passerà al 50% per gli interventi che saranno effettuati dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015. Poi, a decorrere dal 1° gennaio 2016, il beneficio sarà del 36% (quello ordinariamente previsto per i lavori di ristrutturazione edilizia). N.B. Nel caso di interventi su parti comuni di edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il Condominio, la detrazione spettante è del 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2015 e sarà del 50% per le spese sostenute dal 1º luglio 2015 al 30 giugno 2016. Vediamo per quali tipologie di interventi spetta la detrazione del 65%. 1. Interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti, che ottengono un valore limite di fabbisogno energia primaria annuo per climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai parametri definiti con D.M. 11 marzo 2008, così come modificato dal Decreto 26 gennaio 2010. Valore massimo detrazione: Euro 100.000. 2. Interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali (coperture), strutture opache orizzontali (pavimenti), finestre comprensive di infissi e sostituzione dei portoni d'ingresso (questi ultimi, a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l'involucro riscaldato dell'edificio verso l'esterno o verso locali non riscaldati) a condizione che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica previsti in un'apposita tabella dal D.M. 11 marzo 2008, così come modificato dal Decreto 26 gennaio 2010. Valore massimo detrazione: Euro 60.000. 3. Installazione di pannelli solari per produzione acqua calda sanitaria destinata ad usi domestici, produzione acqua calda per usi industriali ed altresì produzione acs per coprire il fabbisogno di piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici ed università. Valore massimo detrazione: Euro 60.000. 4. Sostituzione impianti climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. Valore massimo detrazione: Euro 30.000. 5. Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia. Valore massimo detrazione: Euro 30.000. 6. Interventi di sostituzione di scadabagni tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Valore massimo detrazione: Euro 30.000. Sul sito dell'Agenzia delle Entrate puoi trovare la Guida alle Agevolazioni Fiscali per il risparmio energetico. I tecnici MG Impianti sono a tua disposizione al numero verde 800 188 993. Il regolamento condominiale non può vincolare i Condòmini a non distaccarsi dall'impianto centralizzato Il Tribunale di Torino, con ordinanza del 20 gennaio 2014, si è pronunciato favorevolmente circa la richiesta di distacco dall'impianto di riscaldamento centralizzato avanzata da un Condòmino, pur a fronte del divieto di distacco imposto dal Regolamento Condominiale ed eccepito dal Condominio. L'organo giudicante ha motivato la pronuncia evidenziando, tra l'altro quanto segue: 1) con sentenza n. 19893 del 2011, la Corte di Cassazione ha affermato che i regolamenti contrattuali condominiali non possono vietare il distacco dall'impianto centralizzato di riscaldamento, in quanto non sarebbero meritevoli di tutela da parte dell'ordinamento giuridico gli interessi perseguiti da tale divieto; 2) secondo quanto previsto dal nuovo quarto comma dell'articolo 1118 Codice Civile, il distacco del Condòmino dall'impianto di riscaldamento centralizzato è sempre possibile, a condizione che dallo stesso non derivino notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri Condòmini. Pertanto, il Regolamento Condominiale non può a rigore vietare il distacco, rimanendo invece come unico vincolo quello imposto dall'art. 1118 (assenza di pregiudizio o aggravi di spesa per gli altri Condòmini).

Bonus Gas

Il Bonus Gas è una riduzione sulle bollette del gas riservata alle famiglie a basso reddito e numerose. Tale agevolazione si applica solo per l'utilizzo di gas metano distribuito a rete (esclusi quindi il gas in bombola e il GPL) per i consumi nell'abitazione di residenza. Il Bonus Gas può essere richiesto in presenza dei seguenti requisiti: - solo clienti domestici; - utilizzo di gas naturale con un contratto di fornitura diretto o con un impianto condominiale; - presenza di un indicatore ISEE non superiore a 7.500 Euro, oppure non superiore a 20.000 Euro nel caso di "famiglie numerose" (più di 3 figli a carico). L'ISEE è l'indicatore situazione economica equivalente e si può far redigere dai CAF (Centri di Assistenza Fiscale). Nel Comune di Roma, la richiesta del Bonus Gas si presenta per il tramite degli stessi CAF. Nel prendere appuntamento, è bene farsi indicare dagli stessi dettagliatamente la documentazione occorrente. Per quanto riguarda l'ISEE, si tratta in sostanza di produrre la documentazione attestante i redditi percepiti dal nucleo familiare. Invece, i moduli per la richiesta del Bonus Gas sono disponibili sul sito dell'ANCI: http://www.bonusenergia.anci.it/?q=Documentazione-Bonus-Gas Sul sito dell'ANCI è possibile trovare anche informazioni e moduli per quanto riguarda il Bonus Elettrico. Il Bonus Gas è determinato ogni anno dall'Autorità per consentire un risparmio di circa il 15% sulla spesa media annua presunta per la fornitura di gas naturale, al netto delle imposte. Il calcolo dell'importo del Bonus Gas è differenziato in base a tre fattori: - Comune e zona climatica di residenza, al fine di tener conto delle specifiche esigenze di riscaldamento delle diverse località; - tipologia di utilizzo del gas (solo cottura cibi e acqua calda; oppure cottura cibi, acqua calda e riscaldamento insieme); - componenti familiari (numero di persone residenti nella stessa abitazione). A titolo indicativo, per il 2014, il Bonus Gas per le famiglie con meno di 4 componenti, dovrebbe variare (in base ai fattori suddetti) da un minimo di 35 Euro ad un massimo di 220 Euro ed invece, per le famiglie con più di 4 componenti, da un minimo di 56 Euro ad un massimo di 318 Euro.

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